Associazione Sportiva Dilettantistica “Arcieri del Mare”

Il tiro con l’arco impegna i sensi, i muscoli, la mente, ma anche l’anima ed il ricordo di ciò che si è. Ma non si è arcieri solo sui campi di tiro, la disciplina del tiro con l’arco intesa come via tradizionale ci informa della sua presenza in ogni momento della vita.

Mantenere la calma e la concentrazione del tiro anche nelle azioni della vita quotidiana, riconoscere e dissolvere ogni condizionamento badando solo all’essenziale come negli istanti che precedono lo scoccare della freccia, sono solo alcune delle azioni che possono rendere l’arceria una via per acuire la nostra sensibilità.

Una via da percorrere con arco e frecce, ma anche con costanza e determinazione, con la capacità di ascoltarsi e di confrontarsi con i propri limiti. Una via che prescinde dalle sigle e dagli stili, ma non dall’impegno di fare del tiro con l’arco una disciplina che, oltre che nei boschi o nelle palestre, si pratichi in ogni momento della vita quotidiana.

Il tiro con l’arco è mente, è corpo, è anima. L’arco è un attrezzo particolare perché è un’estensione delle leve muscolari del corpo umano. Spesso chi pratica il tiro con l’arco si ritrova imbrigliato più di quanto avrebbe immaginato in una dimensione emozionale più ampia e più complicata da gestire, capace di tirare fuori debolezze, abilità, equilibri emozionali, proprio perché nel tiro con l’arco tradizionale è l’essere umano che tira la freccia, aiutato dall’arco.

Maurizio Mazzantini