Associazione Sportiva Dilettantistica “Arcieri del Mare”

C’è un angolo d’Elba che oggi batte più forte, sospinto dall’orgoglio e dall’emozione. È quello degli Arcieri del Mare, la compagnia di tiro con l’arco che dal 1999 ha tra le sue fila Alessandra Ingrasci, fresca vincitrice della medaglia d’oro al IFAA World Bowhunter Archery Championship 2025, il campionato mondiale che si è svolto in Sudafrica dal 27 aprile al 4 maggio.

Ma ridurre questa impresa a una semplice vittoria sarebbe un errore. Perché Alessandra non ha solo vinto: ha dominato, lasciando le avversarie a ben 154 punti di distanza e imprimendo il suo nome nella storia di questa antica disciplina.

«È stato un viaggio incredibile, dentro e fuori di me», racconta Alessandra, ancora visibilmente emozionata al telefono, poche ore dopo il podio. «Non è stato facile, anzi. Sono stati quattro giorni durissimi: caldo, fatica, percorsi impegnativi, rive da attraversare in canoa, bersagli nascosti nell’erba alta. A un certo punto, mentre ero in bilico sul canotto, mi sono detta: “Sembra di essere dentro a un documentario!” E invece ero lì, a combattere per l’oro».

Il campionato, che ha riunito i migliori arcieri del mondo, ha spinto al limite non solo le doti tecniche, ma anche quelle fisiche e mentali. Ed è lì che Alessandra ha brillato: la sua impressionante maestria, la capacità di fondersi con la natura che, come un’antica compagna, accompagnava ogni freccia, e la destrezza nel valutare le distanze tra l’erba alta – che a tratti pareva nascondere non solo i bersagli, ma anche i pensieri – hanno fatto davvero la differenza.

«Le altre hanno provato a mettermi in difficoltà, ci sta, è parte del gioco», sorride Alessandra. «Ma io mi ero preparata per questo: mano ferma, respiro calmo, testa bassa e cuore aperto. A ogni freccia sentivo crescere la fiducia».

Il risultato è stato un trionfo senza appello. Nei campi sudafricani, tra natura selvaggia, alberi secolari e tramonti di fuoco, Alessandra ha costruito una vittoria non solo sua, ma di un’intera comunità.

«C’erano momenti in cui mi fermavo un secondo a guardare il paesaggio: uccelli colorati che tagliavano il cielo, il vento che muoveva l’erba come un’onda. Poi tornavo al bersaglio, ed era come se la natura mi accompagnasse nel tiro».

La bandiera italiana ha sventolato alta nel cielo africano, mentre sul podio Alessandra stringeva la medaglia d’oro con l’emozione ancora stampata negli occhi. «Quando hanno alzato il tricolore mi è mancato il fiato. Ho pensato a tutti quelli che mi hanno sostenuto, alla mia famiglia, ai miei compagni elbani. E mi sono detta: ce l’abbiamo fatta».

Per gli Arcieri del Mare si tratta di un risultato storico. «Alessandra è un esempio per tutti noi», raccontano dalla compagnia. «La sua determinazione, la sua umiltà e la sua tecnica hanno portato il nostro nome sul tetto del mondo. Siamo grati – e fortunati – ad averla nella nostra compagnia».

All’Isola d’Elba, e non solo, c’è già chi pensa a come festeggiare degnamente questa vittoria. Perché certe imprese non si celebrano solo con un applauso: si portano nel cuore, come un orgoglio condiviso che profuma di casa, di passione e, quest’anno, anche di vento d’Africa.


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